La perdita di una persona cara è un evento che ci mette di fronte a tante incombenze da assolvere, compreso occuparsi di alcune questioni burocratiche connesse con la scomparsa di un congiunto. Che sia dopo una malattia o all’improvviso, quando muore una persona in casa la prima cosa da fare è chiamare un medico e subito dopo un’agenzia di pompe funebri.


In genere, si chiama subito il medico curante che dovrà recarsi in casa per accertare l’avvenuto decesso e per redigere il certificato di morte. In particolare, il medico compilerà il modulo Istat, un documento che riassume le generalità della persona deceduta e le cause di morte. Se il decesso avviene in un giorno festivo o di domenica, in genere si chiama la guardia medica. Purtroppo però, i medici della guardia medica non possono redigere i certificati di morte e quindi è indispensabile rintracciare il medico curante o comunque un medico di base. Una volta effettuato il controllo, il medico di base darà notizia del decesso del suo assistito al medico legale, il necroscopo, cioè un medico incaricato dalla Asl per certificare il decesso di una persona. Il medico necroscopo deve essere chiamato entro 15 ore dal decesso e non oltre 30 ore e rilascerà uno specifico certificato firmato. In caso i congiunti abbiano scelto la cremazione, spetta sempre al medico necroscopo dichiarare che non vi siano impedimenti di alcun tipo alla procedura. Un parente, entro 24 ore, dovrà anche recarsi presso l’ufficio dello Stato Civile in Comune a denunciare la morte del proprio congiunto consegnando i due certificati. A questo punto non vi resta che accordarvi con l’agenzia funebre sui dettagli per la cerimonia.
Quando muore un genitore o un parente, ci sono anche altri aspetti burocratici da considerare, cioè quelli legati alla successione. Le spese del funerale generalmente sono a carico di tutti gli eredi secondo le percentuali previste dalla legge o dal testamento, a meno che non ci sia un accordo diverso. Se il defunto aveva fatto testamento occorre pubblicarlo davanti a un notaio, in presenza di tutti gli eredi e legatari. La pubblicazione del testamento non obbliga gli eredi ad accettare l’eredità ma implica che i legatari dei beni assegnati dal testatore diventino proprietari a partire dal momento della morte.
Dopo la morte di un genitore o di un parente bisogna anche informare il fisco che il patrimonio è passato agli eredi ed entro un anno dalla morte è necessario anche registrare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate.

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